dal 07.01.2010 al 29.01.2011
L'arco di porta troia restaurato
L’arco di Porta Troia restaurato da un privato
 
 
 
Si tratta di Antonio Circelli

 

Merita un rotondo dieci e lode. Non si trova tutti i giorni un cittadino disposto a restaurare un bene pubblico mettendo mani alla propria tasca. Anzi, spesso accade il contrario, nel senso che quasi sempre il cittadino stesso cerca di trovare la scappatoia per rendere fruibile un bene proprio con i quattrini pubblici. Il caso di beneficienza pro Comune si è verificato sorprendentemente e piacevolmente  a Lucera. Il protagonista è il signor Antonio Circelli, più noto come il titolare dell’albergo e ristorante “La Balconata”, il quale  ha messo fuori un bel gruzzoletto per restaurare il portale di Porta Troia (sec. XIV) che fiancheggia l’ex “Il Passetto”, ora inglobato nella proprietà del citato don Antonio.
All’interno di quest’ultima operazione sono stati effettuati lavori di ripulitura dell’intero arco, con la contemporanea eliminazione di quelle piccole e fastidiose sovrastrutture che ne mortificavano lo slancio e soprattutto la incomparabile bellezza architettonica. Ora è davvero un godimento dell’animo veder risplendere questo bellissimo ed interessante pezzo della struttura esterna della vecchia Lucera, che un tempo era rinchiusa, a mo di difesa, proprio all’interno di alcuni portali del tipo di quella di Porta Troia. Quest’ultima si riflette direttamente sulla piazza antistante e, attraverso corso Manfredi, immette il visitatore nel cuore del suggestivo ed impareggiabile centro storico lucerino. E’ quello di Porta Troia il portale che illumina, qualifica e dà decoro a tutta la piazza, nonostante le  sforbiciate molto discutibili apportate alla sua immagine complessiva dalla introduzione del nuovo piano traffico.
Don Antonio Circelli merita questa citazione particolare, perché ha mostrato di possedere un senso civico difficilmente riscontrabile ai tempi d’oggi, un amore per Lucera (lui  che è di Volturino!) che dovrebbe far riflettere tanta gente che si muove in senso contrario. L’operazione Porta Troia è solo la punta dell’iceberg di un programma più generale, che ha a che fare con la stessa ricettività della città, del suo saper accogliere in chiave turistica. Circelli, infatti, ha fatto nascere un complesso alberghiero e di ristorazione di primordine lungo Viale Ferrovia (“La Balconata”, consorella  di quella già in attività a Volturino) e recentemente ha acquisito anche il complesso   del “Passetto” destinato praticamente alla cessione dell’attività. Nell’uno e nell’altro caso sono state rilevate proprietà immobiliari versanti in difficili condizioni, come quella esistente nell’ambito del cosiddetto palazzo Farano, per alcuni anni al centro di complicate diatribe giudiziarie. Per molto tempo, questo edificio ha rappresentato la classica cattedrale nel deserto, in quanto l’intera opera edilizia sembrava essere sorta in un mercato non ancora in grado di recepire una struttura abitativa di certe dimensioni. Il primo tentativo di destinare l’intero primo piano ad albergo non ebbe esito alcuni anni fa, perché mancava quella capacità imprenditoriale messa in campo da don Antonio Circelli.
Per tutto quanto precede, riteniamo che il dieci e lode attribuito a questo operatore sia del tutto meritato e giustificato. Soprattutto perché c’è stata la assunzione di notevoli rischi, che sono figli diretti degli impegni finanziari. E, francamente, non  è poco in una città a vocazione diametralmente opposta.
   Antonio Di Muro

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